ESSE EST PERCEPIT

Dott.ssa Eleonora De Gaetani

ESSE EST PERCEPIT

La sensazione è il processo mediante il quale gli organi sensoriali raccolgono informazioni sull’ambiente e le trasmettono al cervello, dove vengono sottoposte a una elaborazione iniziale.

La percezione è il processo correlato, per mezzo del quale il cervello seleziona, organizza e interpreta le sensazioni. La percezione quindi, organizza una serie continua di sensazioni formando unità significative.

Tra i numerosi orientamenti psicologici che studiano questo processo cognitivo, si sviluppa negli anni ’60 negli Stati Uniti il New look.

Il New Look of Perception è un approccio che studia il legame tra la percezione e la motivazione; in questa prospettiva la percezione è influenzata dalle motivazioni, dagli stati affettivi, dai bisogni del soggetto percipiente: tutti questi fattori hanno l’effetto di sensibilizzare selettivamente il contenuto della percezione.

Bruner (1957) introduce il concetto di set cognitivo, centrato sul dinamismo della mente, questo sarebbe un meccanismo di percezione selettiva degli elementi della realtà, in continuo mutamento. La selezione è in effetti dovuta a strutture mentali intrinseche che già la Gestalt aveva proposto, ma queste strutture non sono semplici meccanismi di organizzazione del percepito, innati e statici, ma mutevoli forme fortemente influenzate dalle esperienze passate, bisogni ed interessi sviluppati dall’individuo.

L’individuo quindi percepisce il mondo a seconda di come le sue strutture mentali interne selezionano il materiale percepito e queste strutture sono in continua evoluzione e cambiamento, in funzione di nuovi accomodamenti di cui il soggetto fa esperienza. A supporto di questa tesi numerosi sono gli studi condotti negli anni: stimoli riguardanti il cibo vengono percepiti maggiormente da un individuo affamato rispetto a uno sazio, o ancora, bambini di disagiate condizioni socio-economiche percepiscono le monete da mezzo dollaro  più grandi rispetto a bambini di classe socio-economica più elevata; ci vuole più tempo per riconoscere stimoli tabù a differenza di stimoli significativi.

In conclusione ciò che vediamo non è propriamente la realtà oggettiva, ammesso che essa esista, ma il risultato di un processo elaborato che passa non solo attraverso i nostri organi di senso, ma sopratutto attraverso il nostro set cognitivo che ne influenza inevitabilmente l’esito.

Esse est percipit dice Berkeley nel suo “trattato dei principi della conoscenza umana” : l’essere delle cose consiste nel loro essere percepite;  pertanto solo la nostra percezione delle cose attraverso la comunicazione crea quella che noi chiamiamo realtà.

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