Gli album di famiglia

Dott.ssa Eleonora De Gaetani

Gli album di famiglia

Gli album di famiglia: tra passato e identità

Un Album è un volume rilegato composto da fogli di formato e consistenza particolare a seconda dell’uso, adoperato soprattutto come contenitore. A volte il contenuto è fotografico, in passato lo era spesso, oggi diviene sempre g

più raro. È sempre più difficile stampare la moltitudine di fotografie, recuperarle dai vari supporti tecnologici, riuscire a dare un vero ordine cronologico alle immagini, ma soprattutto provare un attaccamento emotivo e instaurare una relazione identitaria con esse.

Cos’è esattamente un “Album di Famiglia”?

Non è solo una raccolta di fotografie dei singoli componenti, non è solo il contenitore materiale di immagini stampate…è molto di più.
Un album di famiglia è il passato e l’identità di quel microcosmo. È la prova tangibile di un pregresso storico e di un continuum che facilita la memoria, il riconoscimento e il senso di appartenenza. È lo strumento più semplice e diretto per accedere alle “memories”, ai ricordi , alla memoria storica familiare e individuale a differenza dei classici filmini o testi: diari, lettere…

 C’è un momento in cui una persona si rende conto di stare al mondo, si rende conto che alcune persone esistevano prima di lei e che esiste una rete nel tempo e nello spazio tra le persone che la circondano. Questo momento, per alcuni coincide con l’appropriazione visiva del passato. Sfogliare un album della propria famiglia favorisce la comprensione delle dinamiche familiari e del tempo che inesorabile scorre cambiando i volti, i luoghi, ma non gli affetti, non l’essenza fondante.

Negli album, le fotografie, disegnano un percorso  scandendo  le tappe della vita. Così la memoria agevolata dal “tenere in mente” poche e coincise immagini, preserverà con maggiore facilità quel ricordo visivo, in rappresentazione di un pezzo di vita. Così, ci si riconosce nonostante i cambiamenti, mettendo insieme quelle fotografie che mostrano una base sicura, l’appartenenza, la propria origine, la sicurezza di avere sempre un luogo a cui tornare.

 I riti, fondamentali ed unici nella vita di ognuno: la nascita, il primo compleanno, il primo giorno di scuola…le vacanze estive, il natale a casa dai nonni ed i parenti intorno ad un banchetto. Vittorie e cambiamenti necessari: la nuova casa, la laurea, ma anche la perdita, l’assenza di chi non c’è più. Eventi, unici e irripetibili, scelti per raccontare una vita intera, per rappresentare un’esistenza. Pagine da consegnare a chi a sua volta volesse comprendere, conoscere e scoprire la propria appartenenza.

Pare difficile credere che la tecnologia abbia semplicemente modificato il contenitore, il supporto mnemonico. Non è solo questione di album cartaceo o file computerizzato, ma il cambiamento riguarda in particolar modo il processo psichico della memoria: la capacità di riprodurre nella mente l’esperienza passata.

Se l’intento del fotografare, oggi, è non tralasciare nulla, rendere ogni momento degno di essere memorizzato e condiviso, nel qui ed ora. Sorge spontaneo chiedersi cosa racconteremo ai figli che non avremo? Cosa ricorderemo realmente e quale selfie, tra i tanti, coinciderà esattamente con la persona che siamo?

Il rischio che si corre è la mancanza di una narrazione, di una storia intima e personale , ma soprattutto  della  incapacità di scegliere. Che sia da quando scattare a cosa preservare.

Scegliere come riempire quelle pagine bianche della propria vita che corrisponde, forse, a scegliere come viverla.

Pertanto vivete il presente, documentatelo, continuate pure a produrre innumerevoli immagini, ma non scordate, che a breve, già domani, tutto questo sarà il vostro passato e come tale va preservato.

Per il prossimo compleanno di vostro figlio, fotografate e fotografate, ma poi lasciategli in regalo un bel ricordo, lasciategli in eredità la sua storia, lasciategli prova dei momenti che contano… lasciate che le tracce digitali divengano prova tangibile di un momento “unico” , degno di essere tale per sempre.

Articolo pubblicato per la rivista online “Riflessi Fotografici” diretta da Michele Buonanni e Max Angeloni.

Testo introduttivo per il volume della mostra “Gli Abum di Famiglia” a cura di Jana Liskova , Bologna – Giugno 2018.

Fotografia in evidenza: i miei album .

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3 risposte

  1. Judy Weiser ha detto:

    Mi spiace non posso digitare in italiano ma sto usando “Google Translate” per tradurre quello che volevo dire:
    Da molti decenni ormai, i terapisti utilizzano gli album di famiglia dei clienti per aiutarli con i problemi emotivi parlando delle foto e dei loro “significati interiori” … una di queste tecniche di terapia è “interagire con gli album di foto di famiglia” – e tu può saperne di più su NetFo (il “Network Italiano Fototerapia”) all’indirizzo: https://www.networkitalianofototerapia.it
    E ANCHE da questa pagina web: https://phototherapytheristicalphotography.files.wordpress.com/2015/01/clients-family-albumsbiograutely_phototherapy_technique.pdf
    ~~~~~
    ENGLISH: Sorry I cannot type in Italian but am using “Google Translate” to translate what I wanted to say:
    For many decades now, Therapists have been using Clients’ family albums to help them with emotional problems by talking about the photos and their “inner meanings”… one of these Therapy techniques is “interacting with Family Photo Albums” — and you can learn more about this from NetFo (the “Network Italiano Fototerapia”) at: https://www.networkitalianofototerapia.it
    AND ALSO from this webpage: https://phototherapytherapeuticphotography.files.wordpress.com/2015/01/clients-family-albumsbiographical_phototherapy_technique.pdf

    • Eleonora ha detto:

      Thank’s you, your partecipation is very important for my blog! I am very happy to have you in my friends and readers…. kiss

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