Cosa sono i DSA e come si riconoscono?

Dott.ssa Eleonora De Gaetani

Cosa sono i DSA e come si riconoscono?

La sigla DSA  sta per Disturbi Specifici dell’Apprendimento rispetto a specifiche difficoltà che un bambino può manifestare durante la fase della prima scolarizzazione,con segnali riconoscibili anche in fase prescolare.

I DSA sono difficoltà legate alla scrittura, alla lettura o al calcolo, che non coinvolgono l’intelligenza del bambino, quindi è importante chiarire che non vi è alcun ritardo cognitivo , il QI (Quoziente Intellettivo) spesso risulta nella norma. Queste difficoltà si ripercuotono negli apprendimenti e nelle attività della vita quotidiana, con ricadute per l’autoefficacia e l’autostima, possono presentarsi singolarmente o in maniera combinata, in quest’ultimo caso si parla di comorbilità.

I DSA SONO:

  • Dislessia. È il disturbo legato alla capacità di leggere. Il bambino, rispetto ai suoi compagni, presenta delle difficoltà nella lettura fluente di un testo. La decodifica avviene lentamente e comporta una lettura lenta e con frequenti errori.
  • Disortografia. Si tratta di un disturbo relativo alla capacità di scrivere. Il bambino manifesta delle difficoltà quando deve scrivere, facendo molti errori ortografici. Dimentica di scrivere alcune lettere dell’alfabeto o alcune vocali e ha delle difficoltà a copiare dalla lavagna o da un testo.
  • Disgrafia. È un’altra problematica che compromette la capacità di scrivere. Il bambino ha una scrittura poco leggibile perché non riesce a rispettare il rigo e lo spazio in generale, dimentica di scrivere delle lettere e ha difficoltà ad impugnare la penna.
  • Discalculia. È il disturbo legato alla capacità di calcolare. Il bambino non riesce a fare calcoli corretti, presenta delle difficoltà a contare, soprattutto al contrario, e manifesta dei problemi a capire i concetti di quantità e riporto.

LE DIFFICOLTA’ A RICONOSCERE I SINGOLI DISTURBI.

Purtroppo non è sempre facile capire se un bambino presenta uno o più disturbi specifici dell’apprendimento. Le mamme che seguono i figli a casa e le maestre che li vedono lavorare a scuola, hanno un ruolo fondamentale nello scorgere i primi campanelli d’allarme. Nella maggior parte dei casi si tende a catalogare il bambino come “svogliato” e “poco attento”. Le conseguenze dirette di questa sbagliata interpretazione del problema, portano a peggiorare la situazione. Il bambino viene rimproverato ingiustamente e considerato un cattivo alunno. Tutto questo non comporta che il peggioramento dello stato emotivo e motivazionale del bambino stesso.

Al contrario un bambino intelligente, operativo, attivo e comunicativo: nonostante le sue doti potrebbe  non riuscire  a sviluppare alcune specifiche abilità e la mancata comprensione da parte degli adulti lo potrebbe demotivare ulteriormente. Parliamo sempre di disorganizzazioni, difficoltà e non di malattie, quindi è necessario che il bambino non si senta diverso dagli altri, evitando di far nascere in lui problemi legati alla socializzazione e alla comunicazione.

I SEGNALI PER RICONOSCERLI

In base all’età o alla classe di appartenenza, è possibile intuire se esiste  un problema. Ognuna di queste problematiche non deve essere necessariamente confusa con uno dei DSA: sono solo indicatori che servono come campanello d’allarme. Se vostro figlio manifesta uno di questi sintomi, bisogna dedicargli la massima attenzione per capire se si tratta di una normale fase dello sviluppo o se è sintomo di un disturbo specifico.

  • Nei bambini dai 3 ai 5 anni si riscontrano delle difficoltà a ricordare le filastrocche in rima, riconoscere il significato di alcune parole e a dividere le parole in sillabe. Il rischio è quello di equivocare le conversazioni, pronunciare parole in modo scorretto e avere una scarsa capacità a memorizzare nomi, elenchi e poesie.
  • Nei bambini dai 5 ai 7 anni si riscontrano delle difficoltà a utilizzare le sillabe e riconoscere il significato delle parole, ma anche contare e memorizzare a mente le operazioni. Il bambino frequenta già la prima elementare e deve possedere le basi della scrittura e della lettura. Nei bambini con DSA, l’apprendimento è lento e il rendimento basso: non riescono ad esprimere bene neanche i propri pensieri. Scarsa capacità di calcolo e scrittura poco chiara sono altri campanelli d’allarme evidenti verso la fine del primo anno scolastico.
  • Nei bambini dai 7 ai 12 anni, si riscontrano difficoltà nella comprensione dei testi, nell’apprendimento delle tabelline e nella scrittura, perché si scrive con un’ortografia non idonea all’età. Sono bambini che fanno confusione con i numeri, i concetti e i simboli e non riescono a distinguere la destra dalla sinistra. Inoltre, cercano di emarginarsi per evitare che gli vengano affidati compiti specifici, come leggere. Tendono anche a non socializzare molto con i compagni e questa problematica sociale deriva da una scarsa autostima, legata al disturbo dell’apprendimento che crea disagio nel bambino.
  • Nei bambini dai 12 anni in poi si riscontrano delle difficoltà nella lettura, che si rivela poco fluente, nella pronuncia delle parole e nel vocabolario molto scarno. La scrittura è ancora poco leggibile e ricca di errori di punteggiatura e di sintassi e la capacità di memorizzare i concetti non è ancora ben sviluppata. Non riescono a completare i compiti che la maestra assegna per casa e persino prendere appunti diventa un’operazione molto complessa.

I bambini che manifestano uno o più disturbi specifici dell’apprendimento, possono avere anche difficoltà motorie e di coordinazione, problemi legati all’orientamento e una maggiore attitudine alla distrazione sia in classe che a casa quando fanno i compiti. Dal punto di vista comportamentale, si mostrano piuttosto restii a rispettare le regole e tendono a isolarsi. Possono essere molto vivaci oppure molto calmi, ma in entrambi i casi tendono a fare ciò che vogliono, incuranti dei rimproveri e delle punizioni. Per capire se questi dubbi siano fondati o meno è opportuno rivolgersi ad un professionista che svolga una valutazione diagnostica, e che possa stabilire, in maniera oggettiva e qualitativa attraverso dei test specifici la presenza o meno di un DSA.

LA DIAGNOSI: A CHI RIVOLGERSI?

Questa è una delle domande più frequenti delle mamme preoccupate per la situazione del figlio. Intorno alla questione dei DSA ci sono ancora molti dubbi e incertezze. E’ necessario fare chiarezza sui passi da compiere quando si sospetta un probabile disturbo specifico dell’apprendimento.

La prima cosa veramente importante è non lasciarsi prendere dal panico. Ogni genitore vuole il meglio per i propri figli, ma l’ansia e le preoccupazioni non aiutano a risolvere alcun problema. Servono solo a peggiorare lo stato d’animo del figlio che capisce di avere qualcosa che non va. Pertanto è sempre bene affrontare i propri dubbi e le segnalazioni dei docenti, affidandosi ad uno specialista oggettivo, che possa chiarire la situazione.

Per una diagnosi specialistica ci si può rivolgere al medico di base e decidere di andare all’ASL oppure di prenotare una visita in uno studio privato, presso un Neuropsicologo/psicologo specializzato.  

LE NORME CHE REGOLANO I DSA

La legge 170/10 riconosce i DSA come disturbi legati all’apprendimento che necessitano di trattamenti specifici. NON prevede l’insegnante di sostegno! Stabilisce che il bambino possa godere di particolari aiuti scolastici, dietro opportuna certificazione della diagnosi. Nella legge si parla di misure dispensative e strumenti compensativi: vediamo di capire a cosa si riferiscono e cosa comprendono.

  • Misure dispensative. Date le reali difficoltà scolastiche di questi bambini, è necessario procedere a valutazioni orali e non scritte. In ogni caso, bisogna tenere in considerazione le diverse aree di competenza coinvolte. La valutazione deve essere effettuata sulla base dei contenuti, senza basarsi sull’ortografia e sulla forma, compromesse dai DSA. In alcuni casi vi è la possibilità di ridurre i compiti per casa, memorizzare poesie, ricopiare dalla lavagna o leggere ad alta voce.
  • Strumenti compensativi. Ogni bambino con un DSA deve avere a disposizione dei mezzi che lo aiutano nel processo di apprendimento. Possibilità di registrare le lezioni, utilizzare testi in formato digitale, programmi di sintesi vocale, video-scrittura, correttore di ortografia, calcolatrice e qualsiasi altro strumento tecnologico che gli permetta di studiare più facilmente e fare esami.

La legge offre a questi alunni un tempo aggiuntivo almeno del 30% nello svolgimento delle prove. Una diagnosi accurata e queste particolari disposizioni, aiutano il bambino a migliorare le sue capacità di apprendimento ed evitano spiacevoli conseguenze comportamentali e scolastiche.

Attenzione a non confondere i DSA con i BES. Parlando di disturbi legati alla fase dell’apprendimento, è importante fare una distinzione fra i DSA e i BES.

  • I DSA o disturbi specifici dell’apprendimento, sono disturbi clinici che richiedono interventi personalizzati (PDP o piano didattico personalizzato) e strategie didattiche specifiche, sulla base di una diagnostica medica precisa. La normativa relativa ai DSA è la legge 170/10.
  • I BES o bisogni educativi speciali, sono disturbi pedagogici che comprendono alcune difficoltà scolastiche che il bambino manifesta durante l’età evolutiva. Sono dovute a componenti sociali e culturali e richiedono un piano didattico personalizzato. La normativa relativa ai BES è la Direttiva ministeriale DM 27/12/2012.

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2 risposte

  1. Serena ha detto:

    Concordo pienamente con tutto quello che hai spiegato in maniera semplice e chiara vorrei solo che la scuola facesse qualche passo in più verso tutti i ragazzi che hanno queste difficoltà

    • Eleonora ha detto:

      Ciao Serena, grazie….!
      Purtroppo è vero, non sempre c’è piena disponibilità da parte degli organi competenti. Tuttavia esiste una legge, e di questo dobbiamo prenderne consapevolezza: è un nostro diritto chiedere e un dovere della scuola dare risposte!

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