CHIUSURE COVID E RICADUTE SUI BAMBINI

Dott.ssa Eleonora De Gaetani

CHIUSURE COVID E RICADUTE SUI BAMBINI

Un aspetto a cui solo recentemente è stata posta attenzione anche in Italia è quello della chiusura delle scuole e delle attività sportive e delle ricadute sulla salute dei bambini, dai piccolissimi agli adolescenti. Ricordando che la salute non è solo quella fisica, ma anche e soprattutto psicologica.

I rischi specifici, descritti da diverse organizzazioni per l’infanzia (Unicef Policy brief, Save the Children, Alleanza per l’infanzia) oltre che su riviste scientifiche (Van Lancker; Lancet Child Adolesc Health) sono: una maggiore vulnerabilità a situazioni di violenza famigliare, i danni sul piano educativo maggiori nei bambini con bisogni educativi speciali, ma anche in quelli che vivono in situazioni di povertà e di sovraffollamento (il 42% dei minori).

Vi sono poi ricadute dirette sulla salute: il rischio di consolidare stili di vita dannosi su cui molto si è cercato di investire negli ultimi anni, come passare molto tempo davanti agli schermi, la riduzione dell’attività fisica, l’alimentazione non salutare.

I Bambini possono manifestare reazioni differenti a fronte di un’emergenza come questa. I più piccoli, possono avere comportamenti di attaccamento e regressione. Potrebbero ad esempio non volersi allontanare dai genitori o voler tornare a dormire nel letto con mamma e papà.

Gli adolescenti, invece, possono mostrare un umore altalenante e irritabilità. In generale, l’ansia è il sintomo che si manifesta maggiormente.

Nelle situazioni normali è spesso gestita come una risposta che avviene in assenza di una minaccia; ma in questo caso, alcuni dei pericoli sono più che reali. Pertanto è importante far comprendere loro che le emozioni sperimentate sono del tutto naturali e normali, necessarie quasi a fronteggiare la situazione sociale. È essenziale svolgere un buon ascolto e un monitoraggio attento dei nostri bambini, dando spazio ai vissuti emotivi e relazionali. Bisogna prestare attenzione alle relazioni che mutano e si modificano con estrema velocità, cercando un adattamento e mai un isolamento completo. Un bambino che si accinge a fare amicizia nel nuovo corso di musica o in palestra, alla chiusura improvvisa e al cambiamento di routine e abitudini va sostenuto nel cambiamento. In primis il processo di “separazione” necessita di spiegazioni concrete: bisogna spiegare in parole semplici cosa sta succedendo, perché non è possibile frequentare più determinati corsi o ambienti. Fornire loro una spiegazione accurata e significativa della situazione farà in modo che non si sentano inutilmente spaventati ed eviterà di farli sentire soli nelle preoccupazioni che sono più che giustificate.

Successivamente è importante mantenere in vita alcune delle connessioni sociali preinstaurate. Videochiamate, scambio di idee, giochi a distanza possono esserci d’aiuto.

Durante i periodi di incertezza e di cambiamento, come quello che stiamo vivendo, ciò di cui i bambini e adolescenti hanno più bisogno da noi adulti è sentirsi al sicuro, amati e protetti.

 Il virus, e tutto ciò che vi è connesso, sta cambiando anche la vita delle famiglie, soprattutto di quelle più fragili. E’ un tema che incomincia a farsi strada anche in letteratura e sui siti istituzionali: alcuni hanno anche delle schede per aiutare i genitori a rapportarsi con i propri figli (vedi ad es. Parenting for Lifelong Health’s COVID-19 resources), per dare risposte concrete e assumere un atteggiamento prepositivo.

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